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LADY BLUES  VOCAL COACH

KETTY MAGNI

ideatrice del metodo VOICESSENCE

Oltre a diversi anni di insegnamento e di continui studi di specializzazione in logopedia, ho maturato una valida esperienza attraverso un'intensa attività artistica e didattica, prestando attenzione alle esigenze e allo stile di ogni allievo, sviluppando in modo personale il metodo di impostazione vocale VOICESSENCE  per cantanti, attori e per chi fa della voce il proprio strumento di lavoro, quindi non solo insegnante di canto ma anche terapista vocale:

il metodo voicessence e' destinato a tutti coloro che gia frequentano un corso di canto moderno, a chi intende approcciarsi al canto, a chi studia recitazione e a chi per lavoro fa un grande uso della voce, a chi ha bisogno di una terapia di reimpostazione della voce parlata e artistica.

- Il corpo come strumento di comunicazione e fonatorio.  

Il funzionamento
Un sistema basato su 4 corde, due vere e due per le necessità

Le responsabili della voce sono le corde vocali: ne abbiamo quattro, due vere, utilizzate nella normale fonazione, e due false.
Le false. Le false, chiamate anche bande ventricolari, sono due gruppi muscolari situati sopra e ai lati delle due corde vere. Non sono coinvolte durante la fonazione normale, a meno che non vi siano atteggiamenti forzati o pressati da parte di chi parla (nel qual caso subiscono un incremento di massa e mostrano una certa attività contrattile).
Le vere. Le corde vocali vere sono costituite da un legamento di fibre collagene ed elastiche, rivestito da una mucosa. L'onda sonora è generata per effetto dello scivolamento della mucosa sul legamento sottostante. Ma in che modo si riesce ad attivare questo meccanismo? "Il passaggio dell'aria espirata incontra un ostacolo offerto dall'avvicinamento, sulla linea mediana, delle due corde vocali". "Si crea così una pressione sotto le corde vocali che è responsabile della messa in vibrazione delle corde stesse attraverso la generazione dell'onda mucosa della superficie cordale. Dallo stato di tensione delle corde stesse e dal grado di pressione sottoglottica dipende il numero di vibrazioni al secondo che determina l'altezza del suono emesso: la nota".
Alti e bassi. Se il suono è di tonalità grave il numero delle vibrazioni è basso; se il suono è acuto il numero di vibrazioni è elevato, perché aumentano la tensione e l'allungamento delle corde vocali. La voce umana varia lungo un'estensione che si situa tra un minimo di 60 vibrazioni al secondo, che corrispondono al do grave della voce di basso, alle 1.570 vibrazioni al secondo del sol sovracuto di un soprano di coloratura! Ne deriva che le voci acute (soprani, tenori, bambini) sono più a rischio perché quanto più la voce viene fatta male, tante più saranno le possibilità di ripetuti "scontri" dei bordi liberi delle corde con conseguenti lesioni.
Canto e parlato. Che differenza c'è tra canto e parlato? "Nel parlato la voce si muove su pochi toni, mediamente una quinta musicale, e nell'estremo inferiore dell'estensione personale del soggetto; mentre nel canto l'estensione è appunto più ampia, mediamente di almeno due ottave. Nel canto inoltre si devono rispettare i valori ritmici e musicali, l'intonazione, mentre nel parlato non esistono problemi di intonazione e la prosodia è più libera, in quanto le inflessioni melodiche o di intensità sono correlate unicamente alle intenzioni comunicative del parlante".

 

Principi di anatomia e fisiologia degli apparati respiratorio, muscolare, scheletrico, fonatorio, risuonatore, articolatorio.
- Postura. Valutazione ed analisi dei principali difetti influenti sulla corretta gestione della fonazione.
- Tono muscolare. Il significato funzionale di tensione muscolare.
- Tecniche di rilassamento e presa di coscienza corporea. Principi teorici ed esercitazioni pratiche.
- La respirazione addomino-diaframmatica, costo-diaframmatica, dorso-diaframmatica.                                                                   

Modalità di valutazione, correzione, impostazione.  Teoria e pratica.

l' oggetto dello studio e' innanzitutto l'impostazione della tecnica vocale, attraverso il metodo da me maturato con studi approfonditi di logopedia, che insegna a conoscere a fondo lo strumento voce. Gli obiettivi saranno la conoscenza della fisiologia per giungere ad un controllo coscente del lavoro muscolare connesso all'emissione sonora sviluppando al meglio padronanza e sicurezza nell'espressione delle qualità vocali, l'amplificazione delle sensazioni e della percezione del movimento delle parti interessate (diaframma, muscolatura , laringe,cartilagini, false pliche, corde vocali, palato, faringe) durante l'emissione vocale per capirne al meglio i difetti e correggerli. Viene inoltre approfondita la tecnica di interpretazione, che  permette all'artista di esprimere la propria personalita' e le proprie emozioni. Nel percorso formativo non vengono inoltre trascurate la tecnica microfonica e la presenza scenica, complementi fondamentali di ogni artista.
le lezioni si svolgono privatamente nel mio studio in olgiate molgora (lc)
possono essere di 45 min o di 60 minuti.
si possono stabilire cicli di 4 lezioni al mese



LA VOCE:  lo strumento più antico del mondo
Lo stonato è chi non si è mai ascoltato


Impostazione e Tecnica vocale

Esercizi di rilassamento per la coscienza del corpo e del movimento

Conoscenza degli organi fonatori e le loro funzioni

Esercizi di postura

Esercizi di respirazione 

Esercizi di emissione sonora

Esercizi di articolazione

Esercizi pratici e veloci per il riscaldamento vocale

Esercizi per automatizzare le tecniche di corretta fonazione 

Tecnica vocale


Si impara a conoscere a fondo e in ogni sua parte lo strumento “voce” che a mio avviso è il più difficile perché non lo si può “vedere”… non ha tasti da toccare, non ha corde visibili da arpeggiare.
Con una buona conoscenza dell’apparato fonatorio e respiratorio si può raggiungere una sensibilità tale da riuscire davvero a percepire ogni muovimento. Si studieranno infatti l'aspetto le funzioni e le posizioni di tutti gli organi coinvolti nella produzione sonora.
Respirando in maniera corretta miglioreremo l’ossigenazione,  il rilassamento ma soprattutto sarà la "base" per l’impostazione della nostra voce.
Con una buona coscienza degli organi fonatori e con la tecnica acquisita, aumentiamo l'estensione vocale, impariamo ad usare le dinamiche, le sfumature che la nostra voce possiede, il timbro e il colore, e una perfetta intonazione.  

Possiamo cantare a lungo ed evitare che la voce si abbassi e sostenendo il nostro lavoro vocale senza fatica.
Per cantare bene bisogna anche conoscere perfettamente i nostri limiti, che con la tecnica possono espandersi, ma rimane sempre il limite che madre natura ci ha donato.

L’allenamento sarà indispensabile come per qualsiasi attività artistica o altro: un bravo ballerino più si allenerà più diventerà agile… un muscolo addominale non si scolpisce di sicuro con un’ora di esercizio la settimana … la nostra fortuna è di avere il nostro “strumento” sempre con noi, quindi avere la possibilità di esercitarci con più facilità anche respirando e parlando normalmente.


Interpretazione


Naturalmente dalla fase di apprendimento della tecnica vocale che durerà gran parte della lezione con esercizi e vocalizzi si passerà al canto vero e proprio con la scelta di brani a discrezione dell’allievo con supporto di basi musicali.(sono assolutamente del parere che ognuno debba seguire il proprio gusto).
Si procederà cosi a riporre nel canto: tecnica, impostazione e si comincerà a lavorare sull’interpretazione.
La prima cosa è capire di cosa stiamo parlando nella nostra canzone e cosa ci trasmette e cosa vorremo trasmettere.
In questa fase è veramente importante lasciarsi trasportare dalle emozioni e soprattutto capire bene il senso di quello che stiamo cantando.


Tecnica microfonica 
il microfono: gestione del suono e delle dinamiche

Ogni cantante dovrebbe conoscere la tecnica microfonica (il microfono fa sentire a tutti la nostra voce, occorre utilizzarlo al meglio conoscendone le caratteristiche e sapendo cosa si deve fare con un microfono in mano e cosa non si deve assolutamente fare.)


Presenza scenica

Gestione dello spazio e qualità espressiva dello spostamento scenico

Obbiettivo è quello di acquisire conoscenza e padronanza degli elementi tecnico-pratici, stilistici ed emotivi
che si affrontano prima e durante la performance, al fine di poter valorizzare il nostro potenziale espressivo e interpretativo.
La grinta o l’armonia che un cantante esprime non lo fa certo solo con la voce ma usando tutto il corpo… bisogna imparare a lasciarsi andare, ad amare se stessi con i propri limiti e risorse, non aver paura di essere ciò che si è.

Questo è lo svolgimento delle mie lezioni, improntando un clima di complicità e feeling tra insegnante e allievo a mio avviso indispensabile per uno strumento primordiale complesso e misterioso come la voce.

Riabilitazione vocale

L'alterazione del "sonoro"
Non si devono trascurare infiammazioni e disfonie

Un banale raffreddore può far perdere la voce. E' normale: infatti un qualsiasi stato infiammatorio che coinvolga le mucose di laringe e faringe, produce congestione, arrossamento e disidratazione anche delle corde vocali.
L'irritazione. Una situazione che è all'origine di sintomi molto comuni: la raucedine, l'irritazione e il bisogno di schiarire la gola, il cosiddetto raclage. L'irritazione può avere anche origine meccanica, legata dunque a un cattivo uso delle corde vocali: una carenza tecnica, anche minima e di cui non si avvertono subito i sintomi, ma che protratta nel tempo diviene cronica e può dar luogo alla formazione di noduli alle corde vocali. I noduli sono ispessimenti della mucosa dovuti a ripetuti sfregamenti dei bordi delle corde vocali, quindi sono quasi sempre bilaterali. Categorie a rischio per questo tipo di patologia sono insegnanti, speaker, avvocati, guide turistiche e comunque tutti coloro che utilizzano molto la voce.

Un bel respiro la ripristina
"Se il disturbo vocale è concomitante ad una affezione delle vie aeree superiori - spiega Franco Fussi, responsabile del Centro Audiologico Foniatrico della Usl di Ravenna - non ci si deve preoccupare; normalmente la voce "ritorna" col ripristino dello stato di normalità delle mucose faringolaringotracheali. Tuttavia se la disfonia si prolunga oltre i 10-15 giorni allora è meglio accertarsi dello stato delle proprie corde vocali con una visita foniatrica o otorinolaringoiatrica".
Disfonia disfunzionale. Se il disturbo è invece successivo ad uno sforzo vocale e il sintomo disfonia si ripropone in modo ricorrente ad ogni aumento del carico di lavoro vocale, e se il tempo di recupero e la necessità di riposo vocale tendono ad aumentare con il ripresentarsi degli episodi, allora si parla di disfonia disfunzionale: significa che il meccanismo di produzione vocale è ad alto rischio di patologie organiche da traumatismo cordale e necessita di un cambiamento e miglioramento del comportamento pneumofonico.
La terapia. " In questi casi - continua Fussi - è necessario seguire, previa visita specialistica, una terapia riabilitativa logopedica per apprendere un buon uso della respirazione diaframmatica e acquisire abilità di proiezione vocale. In questo modo è possibile ottenere buoni volumi vocali senza sforzo, riducendo così l'affaticabilità vocale e le possibilità di trauma dei bordi cordali". Una necessità che diventa un imperativo per coloro che sono impegnati vocalmente e professionalmente per varie ore durante la giornata.




Per informazioni
Info@ladyblues.it
339 2962251  
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